martedì 25 novembre 2014

Baghdad, e i poeti, e le immagini



http://youtu.be/FmACBptT1pI?list=UUnRk8VCkiO5ABoKPslESahg
Baghdad, e i poeti, e le immagini, l’oro del tempo, la fragranza del profumo.
Oh mille notti, e cerimonie di nozze, la luna purifica il tuo volto
Baghdad e il tuo cammino verso gloria e supremazia.

Nei giorni in cui eri un conquistatore e la pioggia cadeva sulle ali dei tuoi cortili
Arrivai dal Libano, da un Paese che, se ci gioca il vento, lo spezza.
La neve mi portò in un’estate cauta, che asciuga la rugiada dai fiori.

Tu che mi hai trovato eppur mi denunci, fai attenzione, perchè dobbiamo camminare con prudenza.

Non ci saranno colpe tra noi, se non mi neghi e non trovi scuse

Io sono l'angoscia dei poeti e il loro straniamento, il pathos di coloro che compongono in rima e in prosa
Io sono l'amore della gente del mondo, una corda mi semina qui e mi trasporta un’altra.
I tuoi occhi, Baghdad, sono una canzone che l’esistenza canta e riassume

In ogni Paese, non c’è memoria delle persone libere, fa eccezione la tua gente, che è ricordata dai cieli.

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