lunedì 23 settembre 2013

Yousef Assaieg


Poeta irakeno, nato il 1923 nella a Mossul, cresciuto in una famiglia osservante dei precetti della fede islamica ed impegnata in politica e letteratura. Lavorò nel campo dell’insegnamento per 25 anni, ricoprendo tra l’altro l’incarico di direttore del Circolo Cinema – Teatro del suo paese, pur occupandosi di giornalismo già da diversi anni. Fu membro dell’Unione dei letterati e scrittori iracheni, della Lega degli artisti, del sindacato degli artigiani e del Consiglio Supremo del festival di Babilonia. Pubblicò molti studi su periodici arabi e diverse raccolte poetiche tra le quali ricordiamo : “Poesie non idonee alla pubblicazione” 1957, “Le confessioni di Malik ben Robaib” 1972, “La padrona delle quattro mele” 1976, “Ammissioni” 1978, “Il maestro” 1985 e, infine, “Le poesie di Yousef Aššaieğ” un opera completa di tutti i suoi lavori pubblicata nel 1993. Invece “La partita” 1972 e “Il percorso” 1974, sono due fra le principali produzioni nel campo della narrativa mentre, per quello che concerne la commedia, ricordiamo “Il cancello” 1986 e “Il Ritorno” 1987. Altre importanti pubblicazioni sono “La poesia libera in Iraq”, una dissertazione dotta, e “L’ultima confessione”, la sua autobiografia. Recentemente ha ottenuto un premio per il miglior testo teatrale al festival di Cartagine.

Capodanno

Anni trascorsero, ma ancora
ricordo la notte di quel “Capodanno”.n
Era il millenovecentonovanta
avevo acquistato due biglietti
ed andavamo io e l’amata alla cerimonia …….

Ricordo …. che vedemmo presso il cancello
il millenovecentonovanta
seduto sopra le proprie valigie
fumava l’ultima sigaretta ed
intorno … la gente danzava …. svagata ….

Ricordi ? Danzammo anche noi
con passione … battemmo i piedi per terra
e trascinammo i nostri sogni.
Gli sguardi erano volti verso il cancello
ad attendere quell’attimo di mezzanotte
quando il Capodanno sarebbe spuntato
dal cuore dell’ignoto.


Quanto eri meravigliosa …..
ma …improvvisamente,
la festa soffocò le sue luci splendenti
e mezzanotte …..
abbandonò il suo appuntamento
con una automobile frettolosa
e tutto divenne profonda oscurità

Alle quattro mi svegliai …
vidi la mia amata sul letto
tutta bagnata di lacrime
e il capodanno giaceva fra noi …
interamente sommerso dal sangue.




E’ questo, quindi,
tutto ciò che resta … ?

Quando arriva mezzanotte
tutto diventa oscurità fitta ….
notte senza luna o stelle … ed allora,
la rugiada sarà misteriosa nel suo giardino.

La mia signora, verrà come sempre,
attraverserà questo fosco viottolo,
passeggerà scalza sul prato e in un attimo
vedrò il suo volto da qui, dovunque,
davanti alla mia finestra ….
dove si rifrange la luce e la fantasia.

Due occhi smarriti … capelli d’ebano
verdeggianti per l’umidità della notte
e un ricciolo che diviene brillante…sulla fronte.

Senza una parola …con il silenzio degli amanti
stenderà le sue dita … mostrando un anulare
da cui fu rimosso l’anello dell’amore ….
lasciando un segno bianco … come una vecchia ferita.


Cosi mi sorrise per un istante … e poi svanì
lasciando sulla foschia del cristallo
un’insolita passione ardente … un curioso tormento
simile ai baci è il mio struggimento.

Cercherò un capello penzolante sul cuscino
una boccia di profumo … coperta di polvere,
una camicia con la fragranza di donna .

E’ questo, quindi, tutto ciò che resta dell’amore .

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