giovedì 19 settembre 2013

Petrolio e risorse naturali in Iraq


Fin dell’antichità era nota la presenza del petrolio nell’area di Baba Gurgur preso Kirkuk. Lo storico romano Quinto Curzio Rufo scrisse che Alessandro magno, dopo la vittoria di Arbela/Erbil (1° ottobre 331 a.C.), si diresse verso Mennis (kirkuk) dove per la prima volta i greci osservarono i fuochi eterni di Baba Gurgur. Inoltre sempre da questo pozzo l’esercito ottomano estraeva petrolio con mezzi primitivi già dal 1639 per il consumo locale.
Il paese è molto ricco di petrolio (secondo le stime, oltre un decimo delle riserve mondiale). Il petrolio estratto nell’area di kirkùk viene trasportato con oleodotti ai terminali sul Mediterraneo : ad Haifa (da tempo fuori servizio), Tripoli, Banias (Siria) e Dortyol (Turchia). Altri giacimenti sono situati nella zona di Baghdad, sul basso corso del Tigri (Ain-Zalah, Butmah)e nella regioni meridionali (Majnoon, Zubair); il grande giacimento di Rumaila è stato dato in concessione ventennale alla compagnia petrolifera cinese CNPC, che è molto attiva nel Paese . Tutti questi pozzi sono collegati con un oleodotto ai terminali Fao e Mina al Baker. Altri minerali sono il sale Fao , i fosfati a Akashat e lo zolfo a Mishraq (Mosul).

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