domenica 22 settembre 2013

Poeti Arabi di Sicilia الشعراء العرب في صقليه

Abu 'al-Hasan ‘Ali 'ibin 'abi 'al-Basar o Abu al-Hasan 'Ali ibn 'Abd ar-Rahman ibn Bisr visse in Sicilia, tra la fine dell'XI e il XII secolo. E' considerato uno tra i migliori poeti arabi in Sicilia. Egli cantò l'amore e la bellezza del creato come doni di Allah. Nei suoi versi si trova anche una vena di tristezza per la sorte della sua patria, che stava per cadere nelle mani dei Normanni. Dà notizia di questo poeta straordinario, benché tuttora in gran parte misconosciuto, ‘Imâd 'ad dîn 'al 'Isfahânî, letterato di origine persiana del XII secolo, autore di un Canzoniere in dieci volumi sulla poesia araba del suo tempo.
Riporto di seguito una delle sue migliori poesie:
Ecco una gazzella ornata di orecchini,
Che mi canta le nenie quand’io son ito;
Quand’ella vede ciò che m’è successo.
Come prato variopinto,
Non mi cale [d’altro] quand’ella è meco,
Poiché nell’amor suo mi consumo,
Il suo volto è luna che spunta;
Superbisce quando ha preso tutto per sé l’amor
mio;
E quindi io peno.
Sur un tralcio sottile,
Le è dolce il mio lungo dolore.
O crudeltà: ed io sto per morire!
Sdegnosa, inaccessa a pietà,
Non rifugge dal romper la fede che mi die'.
Tace ostinata;
Tiranna, ingiusta;
Diversa da quella che fu un giorno.
Oh felice chi le sta accanto!
(da "Poeti arabi di Sicilia" a cura di Carlo Ruta, Edi.bi.si., Palermo, 2001)

Di questa stupenda poesia (anticipatoria di molti temi e stili che successivamente saranno propri della poetica siculo-normanna prima e toscana poi) vi propongo, per dovere di completezza, un'altra versione tradotta, che differisce in alcuni punti notevolmente rispetto alla prima versione (che era stata tradotta dall'arabo da Michele Amari, celebre arabista siciliano del XIX secolo),
Codesta "gazzella" ornata di orecchini,
Mi canta le nenie quand'io son lungi,
E quando avverte ciò che m'è successo.
Come in giardino variopinto,
Quand'ella è meco, dimentico tutto,
Poichè per l'amor suo mi consumo.
Il suo volto è luna che spunta:
Superbisce quand'ha occupati tutti gli affetti miei,
Dond'io mi torturo
su un tralcio sottile,
Si sollazza nel mio lungo dolore
Allontanasi ed io sto per morir.
Sdegnosa, inaccesa pietà,
Non rifugge dal romper la fede,
Non mi dà che silenzio.
Tiranna, ingiusta,
Mutata da quella che fu una volta:
Si ch'è felicità rarissima trovarsi con lei!


Di Ibn Hamdîs, il maggior poeta arabo-siciliano dell'XI sec. :

Profumo di donna

Il profumo di lei! Tu credi che il suo amplesso e quella che lo procura siano tutto il paradiso.

Si schiude la rosa della guancia sul ramo della sua persona, e ivi fiorisce la camomilla del sorriso.

Ascoltar la sua parola e' un gradevole passatempo, come il diletto del vino o d'un canto improvvisato.

Mentre la tengo stretta a me, mi racconta i suoi segreti, e la mia bocca raccoglie dalla sua intime confidenze.

Quando le Pleiadi adornano il sommo della notte, offrendo nelle mani dell'alba un mucchietto di stelle, trovo le sue labbra dolci, come fossero infuse di vino vecchio miscelato con muschio.

Quadretto

Sentila che parla: raccogli nel tuo orecchio fiori di giardino, morbidi di rugiada.

Discorrere con lei non viene a noia, come non viene a noia l'aria pura.

Le sue ciglia rinchiudono la spada di uno sguardo, che fa ringuainare i brandi piu' taglienti.

Qualsiasi rimprovero provenga da lei e da me, il suo e' una civetteria, il mio una vilta'.

Incontro

Quando i corpi s'incontrarono, senza alcun sospetto, e gia' le anime si eran consunte di passione,

cogliemmo - senza che ci fosse imputato a colpa - i frutti di un piacere che si colgono quando si piantano.

Quando poi svanirono le stelle, levando una bandiera sulla quale s'appressava la luce e dalla quale svanivano le tenebre,

sospirai sbigottito, ma solo sospirai per lo spuntar dell'aurora.

O aurora, non venire, tu mi fai desolato; o notte, non andar via, tu mi dai gioia!

Di

OH TU AURORA RIPORTA LA LUCE

Vento, tu che sei passato sul sobborgo
E hai abbeverato le colline assetate
Porta a me le cupe nuvole
Affinchè le possa riempire d'acqua con le mie lacrime
Borghi, verso i quali si incamminano le disgrazie
Come lupi che si incamminano nella selva
La' dove ho accompagnato i leoni all'acqua
E ho visitato tane di gazzelle
Dietro di te oh mare, ho un paradiso
Dove c'è contentezza e miseria alcuna
Se di giorno penso di conquistare
La sera tu me lo rinneghi
Ho ceduto ai desideri che il mare mi ha proibito di incontrare
E farò della mezzaluna un battello
per abbracciare l'ardere di quel fuoco
E farò della mezzaluna un battello
per abbracciare l'ardere di quel fuoco
Oh tu aurora riporta la luce
Oh tu aurora riporta la luce

Alî al-Ballanûbi, poeta medioevale arabo di Sicilia:

Lo baciai e fu l'ardore

del mio cuore sul suo volto.

Osai e pero' poi mi negai alla sua bocca

poiche' la passione da' e la paura toglie ardire.

Prima del'abbraccio non sapevo

quanto gli bruciasse il petto nel costato


La poesia araba in Sicilia

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