domenica 15 settembre 2013

La primavera Irachena

La rivoluzione irachena dimenticata e le rivoluzioni arabe الثوره العراقيه  بدايه الربيع العربي
Recentemente abbiamo assistito a uno straordinario processo di liberazione da parte del mondo arabo contro i poteri di regime, denominata dai media "primavera araba". Ma già nel 1991 il popolo iracheno, stanco dei soprusi e delle violenze del regime di Saddam Hussein, tentava invano di ribellarsi ad un regime crudele con una serie di rivolte popolari, guidate da sciiti e curdi. La protesta ebbe inizio al termine della II guerra del Golfo, all'inzio del mese di marzo ("intifada shaabania"), quando un gruppo di soldati iracheni di rientro dal Kuwait, giunti a piedi stanchi e disperati nella piazza di Saad a Bassora, inziò a colpire con i fucili la statua del dittatore Saddam, in segno di disprezzo. Si trattò di una rivolta spontanea, che coinvolse quattordici su diciotto province irachene, un moto popolare per condannare tutte le perdite e le distruzioni subite dal popolo a causa dalle decisioni del regime di Baath. Se il primo giorno di Intifada fu caratterizzato da insulti contro il regime, quelli seguenti videro una crescente partecipazione del popolo alla rivolta e vi furono vendette contro gli agenti del regime e i collaborazionisti. Ma non si trattò di un colpo militare. Saddam rispose a tutto questo con un carico di violenza inaudita. Unità scelte della Guardia repubblicana furono incaricate di schiacciare la rivoluzione con carri armati, missili, armi chimiche, elicotteri, con esecuzioni indiscriminate e senza risparmiare nessuno. Fu una strage, una repressione crudele di cui i media non hanno riferito a sufficienza che ha coinvolto 150 mila persone rimaste uccise in appena due settimane dall'inzio della rivolta a sud dell'Iraq (ma alcune fonti riportano numeri molto più alti). Le città più colpite furono Bassora, Karbala e Najaf, dove vennero distrutti santuari sciiti e moschee.. Dopo che Saddam ha punito il popolo iracheno per la sua rivolta le Nazioni Unite hanno punito il popolo iracheno con l'embargo per tredici anni causando la morte di più di un milione di persone, tra cui 500.000 bambini.(FAO, dicembre 1995). In seguito alle violenze subite del regime di Saddam, subito dopo l’invasione americana è esplosa una guerra civile in Iraq fra milizie appartenenti a gruppi religiosi ed etnici diversi, con il sostegno di vari paesi intorno all’Iraq.
La debolezza maggiore della società irachena è la lentezza nella crescita per via della corruzione politica ed amministrativa. Ancora oggi a distanza di anni dalla caduta di Saddam l'Iraq fatica a raggiungere un assetto democratico, dilaniato da conflitti civili e religiosi
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