lunedì 23 settembre 2013

Abd al-Muhsin al-Kazimi


Alcuni versi del poeta iracheno 'Abd al-Muhsin al-Kazimi (nominato il poeta degli arabi), tratti da una poesia da lui composta alla fine dello secolo scorso durante un viaggio da Bagdad a Bassora a dorso di cammello. In essa lo stile e il significato non si allontanano dalle caratteristiche della poesia araba preislamica:

“Viaggiamo, nel cuore della notte, nel deserto. 
I nostri cammelli proced
ono lentamente
affondando i loro zoccoli.
Vanno spostandosi ora verso oriente,
ora verso occidente, quasi dovessero
misurare il diserto.
Appesantiti dal sonno
ci pieghiamo sulla sella
come se pregassimo
con la testa prona.


Durante il suo soggiorno in Egitto (1900-1935), ove rimase fino alla morte, il poeta comincio' ad interessarsi ai problemi politici, sia a livello egiziano, sia a livello arabo, in generale, come dimostrano i versi seguenti, tratti da una lunga poesia composta in occasione del ritorno dall’esilio del leader egiziano Sa'ad Zag’lûl :

“Chiedete all’Egitto se dopo il suo allontanamento
sia rimasta una bevanda gradevole.
Chiedete all’Egitto se dopo il suo allontanamento
sia rimasto un cibo buono.
Chiedete all’Egitto quanto hanno sofferto
Per la sua vita i suoi compagni
Non dimentichero' mai
quanto hanno congiurato contro l’Egitto
per esiliare Sa'ad .

al-Kazimi, infatti, fu il primo poeta che invoco' l’unità araba, meritandosi l’appellativo di “Poeta degli arabi”. Nel 1925 compose una poesia, in cui invita tutti gli arabi ad unirsi sotto un’unica bandiera ed un unico Capo. Eccone alcuni versi :

Venite, Arabi, ad incontrarci
sull’unica strada che porta alla gloria
Incontriamoci sotto un’unica bandiera
che sarà segno della nostra vittoria.
Affidiamo la questione ad un Capo

che farà rinascere in noi

la risolutezza e l’energia.”

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